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Nuova Evoluzione Per Il Sistema Elettrico Dalla Strategia Energetica Nazionale

L’aggiornamento della Strategia Energetica Nazionale adegua la posizione dell’ Italia a quella europea al 2030 e rilancia per il nostro paese ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione!

Come già nella SEN 2013, gran parte dell’ attenzione e degli sforzi sono dedicati al settore elettrico, riaprendo il dibattito su quale sia l’effettivo livello di rinnovabili non programmabili sostenibile dal sistema, quali gli investimenti aggiuntivi necessari e soprattutto quali gli strumenti essenziali per favorire la crescita prevista.

Si aprono quindi nuove sfide per il mercato elettrico, già scosso nell’ ultimo decennio da profondi cambiamenti strutturali, che rendono difficile a oggi l’individuazione dei possibili equilibri in prospettiva.

Per quanto riguarda direttamente le rinnovabili mancano solo due anni all’ obiettivo 2020 e 11 Stati membri UE lo hanno già superato. E quattro di loro sarebbero anche oltre quello fissato per il 2030.

Lo confermano oggi i dati pubblicati da Eurostat, l’ufficio statistiche europeo che presenta gli ultimi progressi nazionali sul fronte delle green energy. Il celebre pacchetto clima energia 20-20-20, approvato dall’Unione Europea nel 2008, aveva imposto per la prima volta dei target comunitari e nazionali  sulla quota di rinnovabili nei consumi energetici finali: un 20% da raggiungere a livello comunitario e singoli obiettivi per gli allora 27 Stati membri (divenuti 28 nel 2013 con l’entrata della Croazia).

Nel complesso, il Blocco ha fatto parecchia strada: nel 2016 risultavano mancati solo tre punti percentuali; il che significa che la quota verde del mix energetico comunitario è raddoppiata rispetto al 2004

Ma come sappiamo le politiche nazionali ed europee non fanno che indicarci una direzione…poi sta a noi agire!!!

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Prezzi dell’ Energia Rinnovabile all’interno del Mercato Elettrico

 

Il confronto tra gli andamenti del PUN e il valore medio dell’energia FER (energia da fonti rinnovabili) collocata in  evidenzia:

  •  la discesa dei prezzi di mercato dell’elettricità verificata in questi ultimi anni è stata ancora più marcata per l’energia da FER non programmabili valorizzate negli ultimi anni a prezzi mediamente inferiori al PUN
  •  il prezzo medio di valorizzazione dell’energia eolica e FV negli ultimi anni presenta uno spread negativo rispetto al PUN compreso tra 2 e 6 €/MWh; la concentrazione geografica e la simultaneità delle produzioni eoliche e FV creano condizioni di elevata offerta che riducono drasticamente i prezzi marginali
  • l’idroelettrico fluente e il geotermico riescono a rimanere abbastanza allineati agli andamenti del PUN

 

Il mercato elettrico italiano negli ultimi 10 anni è cambiato profondamente, il calo dei prezzi risulta più marcato, negli ultimi 5 anni, per l’energia da FER non programmabili (fotovoltaico ed eolico) la cui valorizzazione sul MPG (Mercato del Giorno Prima) è scesa di diversi punti sotto il PUN.

Si parte da un’evidenza: nel 2016 i prezzi del mercato elettrico hanno raggiunto i nuovi minimi storici con una media di 42,78 euro il MWh. Il valore risulta inferiore di quasi 10 euro rispetto all’anno precedente ed è il più basso mai verificato dall’avvio della borsa elettrica.

 

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Al 2030 si punta in alto!!!

Secondo il  consorzio Energy Union Choices  l’obiettivo per le rinnovabili inserito nella strategia 2030 e proposto dalla Commissione Europea, parte da presupposti sbagliati.

I dati usati come riferimento sarebbero troppo obsoleti e quindi non sarebbero un utile riferimento.

In altre parole, le tecnologie ecosostenibili diventano sempre più efficienti ed economiche a tal punto da rendere il target 2030 (27% di fonti rinnovabili nei consumi UE)  superabile prima della dello scadere dei termini.

L’analisi iniziale dell’ Esecutivo europeo presupponeva che entro il 2030 sarebbero state necessarie ancore parecchie sovvenzioni per le fonti rinnovabili, con costi di produzione stimati intorno ai 130 euro per megawattora. Ma le ultime aste in Danimarca, Germania e Spagna hanno dimostrato una tendenza ben più ottimistica.

Ora si spera che la trattativa tra gli stati membri porti l’obiettivo “rinnovabili” al 35% entro il 2030 anche se sembra che tutti vogliano mantenere le condizioni esistenti così da beneficiare delle agevolazioni in essere mantenendo elasticità nei risultati.

Dal canto nostro non smettiamo di fare la nostra parte!!!   Clicca sul link e scarica il REPORT GRATUITO che ti insegnerà PASSO PASSO come risparmiare fin da subito sulle bollette di casa!!!! E ti fornirà strumenti e moduli scaricabili che ti permetteranno di uscire dalla trappola dei contratti telefonici!!!!

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Parliamo dell’ andamento del mercato elettrico di ottobre…

Pun in crescita tendenziale nel Mercato del Giorno Prima (MGP) in un contesto in cui,  l’aumento dei costi della generazione a gas si combina ad andamenti localizzati di rialzo.

A considerando le zone, è particolarmente intenso l’aumento del prezzo in Sicilia, separata dal resto della penisola nella maggior parte delle ore del mese a causa di manutenzioni programmate sul cavo di interconnessione. In prospettiva il Mercato a Termine dell’ energia elettrica registra, in linea con il tipico andamento stagionale, aspettative di ulteriore crescita delle quotazioni nazionali, sulla cui intensità peseranno non poco le incertezze legate alla produzione francese.

Il prezzo medio di acquisto (PUN) sale a 54,66 €/MWh, registrando un aumento su base annua  del 3,0%, tutto concentrato nelle ore fuori picco con conseguente flessione del rapporto picco/baseload, sceso a 1,15.

Più consistente la crescita del PUN rispetto al mese precedente, raggiunge il 12,5%…

Combattere contro gli aumenti nazionali cambiando semplicemente fornitore è una soluzione a breve termine… la vera differenza si ottiene cambiando del tutto strategia!

 

Scarica il REPORT che trovi qui affianco ed entra nel mondo dell’efficienza energetica!!!

 

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Mercato Italiano del Gas di Settembre

A settembre i consumi di gas naturale in Italia, dopo cinque mesi, tornano a segnare una flessione su base annua portandosi a 4.309 milioni di mc (-6,2%). La frenata deriva dal brusco calo dei consumi del settore termoelettrico
che segnano la contrazione più importante degli ultimi tre anni (-20,0%); ancora in crescita, invece, i consumi
del settore civile e industriale (+8,1%; +8,2%).

 

Sul lato offerta calano sia le importazioni di gas naturale (-8,5%), che la produzione nazionale (-6,6%). In flessione anche le iniezioni nei sistemi di stoccaggio (-15,1%) con la giacenza di gas naturale a fine mese più alta rispetto ad un anno fa (+1,5%).

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Sistema a pannelli solari… diamoci un occhiata

Il pannello solare termico (la denominazione tecnica è collettore solare) è un dispositivo per la conversione della radiazione solare in energia termica e al suo trasferimento, per esempio, verso un accumulatore termico per un uso successivo: produzione di acqua calda (sanitaria o di processo) e riscaldamento degli ambienti.

Si differenzia con il pannello fotovoltaico, in quanto quest’ultimo serve invece per la produzione di corrente elettrica.

 

 

Nel primo caso il serbatoio provvede a immagazzinare l’acqua domestica che viene messa a contatto con il fluido tramite una serpentina. La serpentina consente al fluido di trasferire all’acqua l’energia immagazzinata senza contaminare l’acqua. Questa acqua può essere utilizzata come acqua calda nelle abitazioni (80%integrazione) o può essere utilizzata per integrare il riscaldamento a pavimento degli ambienti (10% integrazione). I pannelli solari termici sono in grado di fornire acqua calda in buone quantità ma non possono sostituire completamente gli usuali metodi di riscaldamento per via dell’incostanza dell’energia solare.

L’utilizzo dei pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, andando a sostituire una caldaia o uno scaldabagno elettrico ha come diretta conseguenza il risparmio di gas e di energia elettrica. Se poi si installa in un impianto di riscaldamento in commutazione con una caldaia a legna (come ho fatto io!!!) il vantaggio è completo!

Ma non è tutto, ci sono altri vantaggi:

    • ridotte emissione di CO2
    • produzione di calore da fonte rinnovabile eco-compatibile (il sole);
    • minore necessità di infrastrutture per il trasporto dell’energia da grandi distanze;
    • indipendenza energetica (non dipendono dalla fornitura di gas);
    • mancata emissione di ossidi di zolfo, di azoto, e di pm10;
    • indirettamente la diminuzione dei “disastri ambientali”;
    • mancata immissione nell’ambiente di calore;
    • tecnologia accessibile (la forma più semplice consiste in un tubo metallico colorato di nero);
    • bassi oneri di realizzazione e smaltimento;
    • alto rendimento termico;
    • contributi e detrazioni fiscali per l’acquisto e installazione.

 

 

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Mercato elettrico di Settembre

A settembre, gli scambi di energia elettrica nel Mercato del Giorno Prima, dopo l’ aumento di agosto , tornano a segnare una flessione su base annua (-1,8%).
Sul lato domanda ripiegano sia gli acquisti nazionali (-1,4%) che quelli esteri (-21,4%). Sul lato offerta, a fronte di una ripresa delle importazioni, le vendite degli impianti di produzione nazionali invertono la tendenza degli ultimi mesi e scendono del 4,9%, trainate da quelle degli impianti alimentati a gas naturale (-17,2%); in aumento, invece, le vendite da impianti a fonte rinnovabile (+13,0%)!!!!

Il prezzo medio di acquisto dell’ energia elettrica (PUN) segna un aumento su base annua (+13,3%) e si porta a 48,59 €/MWh.

 

Restano quindi confermati i sospetti che nonostante i vari terrorismi mediatici la produzione da fonti rinnovabili continua il suo inarrestabile aumento.

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Parliamo del Pannello Fotovoltaico

Un pannello fotovoltaico è un dispositivo, composto da delle celle fotovoltaiche, in grado di convertire l’energia solare in energia elettrica, tipicamente impiegato come generatore di corrente. Può essere meccanicamente pre assemblato a formare un pannello fotovoltaico, pratica caduta in disuso con il progressivo aumento delle dimensioni dei moduli, anche se stanno tornando in auge piccoli moduli portatili.

Un sistema fotovoltaico è generalmente fornito da un “generatore”, un “sistema di controllo” ed eventualmente da un “accumulatore”. 

Il rendimento medio di un pannello (percentuale di energia solare trasformata in energia elettrica) è del 12% ma anche questa aumenta con il progredire delle tecnologie con cui sono prodotti i pannelli.

E’ opinione diffusa che il fotovoltaico non è ancora abbastanza conveniente senza gli incentivi statali. In realtà guardando ai numeri ed ai costi (ormai arrivati a livelli abbordabili) ci rendiamo conto che il fotovoltaico è già competitivo con il costo della bolletta energetica. L’energia autoprodotta col fotovoltaico costa meno di 0,09. Con le detrazioni fiscali i costi effettivi possono scendere a 4-5 centesimi per kWh prodotto.

I dati parlano chiaro. Non sono opinioni, sono numeri. E i numeri non mentono.

Dicevo: NON sono le opinioni sul fotovoltaico che contano. Sono i numeri. Il fotovoltaico, dunque, conviene? La convenienza è sempre relativa ad un rapporto: quello tra costi e benefici.

 

In ogni fase della filiera assistiamo alla crescente ottimizzazione dei processi di produzione e diminuzione dei prezzi. Questo è uno dei fattori che porta il fotovoltaico ad essere sempre più accessibile e competitivo con le tradizionali tecnologie energetiche. Inoltre la crescente ottimizzazione ed il miglioramento delle tecnologie aumenta le prestazioni energetiche dei pannelli fotovoltaici, a parità di costo e di altri fattori.

Queste sono solo alcune delle opinioni sul fotovoltaico secondo le quali secondo me, il fotovoltaico conviene, converrà sempre di più, e rappresenterà una parte importante del futuro energetico dell’ intero Pianeta.

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Inizia la settimana della Mobilità Europea 2017

INIZIA LA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’…

 

“Condividere ti porta lontano”. Questo lo slogan che accompagnerà dal 16 al 22 settembre la nuova Settimana Europea della Mobilità. Dal 2002 l’evento coinvolge piccole grandi città europee con l’obiettivo di sensibilizzare gli abitanti sulla mobilità sostenibile. Il tema scelto per l’edizione 2017 ??? : sharing mobility.

In questi anni l’Italia ha iniziato a creare una cultura della condivisione fatta di servizi che oggi mettono a disposizione auto, bici, scooter, bus e persino parcheggi.

Per dare una nuova spinta, l’evento mira a stimolare le città aderenti ad adottare iniziative che possano valorizzare forme di trasporto innovative e collettive, che abbiano un impatto ambientale ridotto rispetto a quelle abitualmente adottate e attraverso le quali è possibile ridurre i costi normalmente sostenuti per gli spostamenti in ambito urbano.

Ad oggi sono già 76 le città italiane che hanno registrato la propria partecipazione all’evento.
Per ulteriori informazioni e per adesioni alla Settimana Europea della Mobilità è possibile visitare il sito internet https://buff.ly/2f2mAK2

Vicenza è sul pezzo con i tre giorni di Citemos (www.futuroelettrizzante.it), tre giorni dove si parlerà di mobilità sostenibile e nuovi scenari…da non perdere!

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Mercato libero in crescita

Il disegno di legge sulla concorrenza approvato mercoledì scorso al Senato sposta al 1 luglio 2019 la cessazione del regime transitorio del mercato di maggior tutela, segmento con tariffe regolate dall’Autorità per l’Energia e che interessa il 50% della clientela non domestica in bassa tensione, pari a 3,5 milioni di punti di prelievo. Sulla base dei dati territoriali disponibili si osserva una presenza più elevata di punti di prelievo non domestici sul mercato di maggior tutela nelle regioni del Mezzogiorno e – con una incidenza che supera il 60% – in Puglia, Calabria, Sicilia e Campania; all’opposto una maggiore presenza di imprese sul mercato libero la riscontriamo in Friuli Venezia Giulia, Umbria e Lombardia. Tra il 2012 e il 2016 la quota di utenze in bassa tensione sul mercato di maggior tutela è scesa di 13 punti percentuali; nell’arco di tempo esaminato le imprese sul mercato libero sono cresciute al tasso medio annuo del +5,3% mentre i punti di prelievo non domestici altri usi in maggior tutela si sono ridotti al ritmo dell’8% medio annuo. A tale tendenza sottendono i flussi di migrazione tra mercati che possiamo analizzare sulla base dell’aggiornamento del monitoraggio retail pubblicato dall’Autorità. L’an

mercato libero, maggior tutela

alisi del segmento di bassa tensione evidenzia che, per l’anno 2015, sono 1.196.535 gli utenti non domestici che hanno cambiato fornitore; nel dettaglio quasi i due terzi (65,6%) dei passaggi interessa il cambio di fornitore nel mercato libero, a cui si aggiunge un 29,3% che interessa il servizio di maggior tutela – composto dal 12,3% di uscite verso venditori non collegati al distributore, dal 9,8% di uscite verso venditori collegati al distributore e dal 7,4% di rientri – mentre un restante 5,1% dei passaggi ha interessato il servizio di salvaguardia. Questi flussi, in termini relativi, compongono un tasso di passaggio di fornitura dei clienti non domestici connessi in bassa tensione del 16,3%, valore in linea con quello dell’anno precedente. Il tasso totale è composto dal 10,7% relativo a clienti che hanno cambiato fornitore sul mercato libero, dal 4,8% di passaggi da e per il regime di tutela e dallo 0,8% di passaggi da e per il regime di salvaguardia (servizio che serve circa l’1% dei clienti in esame). A livello territoriale la regione più dinamica è il FriuliVenezia Giulia con un tasso di passaggio dei clienti non domestici del 21,8%, il nostro Veneto è al 19,0%, un tasso comunque alto indice di propensione al test ed all’esame di verifica dei fornitori.

Ben vengano le prove, ma chiediamoci se siamo in grado di riconoscere un buon fornitore…da cosa lo capiamo? Dal prezzo nelle prime tre fatture?..mmm….